da Paolo2009 » giovedì 7 giugno 2018, 22:49
Oggi, tornando da Bologna (come anticipato sono passato da Soverini ma erano le 14 ed apriva alle 15 e mia moglie non aveva nessuna intenzione di stare un'ora al sole ad aspettare, pazienza), mi è venuta come una folgorazione.
Non avendo mai creduto che gli ingegneri/dirigenti delle case automobilistiche in generale siano degli emeriti sprovveduti al punto tale da non prevedere quello che realmente sta succedendo riguardo le nuove regole, mi sono chiesto quale potrebbe essere il vero motivo che ha portato all'attuale ingolfamento dei centri certificazioni (della serie tutti insieme appassionatamente all'ultimo momento a riomologare). Oggi, grazie al caldo (30°) e a mia moglie che si lamentava, ho formulato una mia teoria.
A seguito della sua lamentela le ho fatto una battuta: "mettila sul piano economico, con il caldo consumiamo meno di questo inverno". Con il caldo si consuma meno? Vuoi che sia così semplice la risposta?
L'omologazione 6D temp prevede la prova al banco e successivamente quella in strada dove le emissioni non devono superare il 110% di quelle al banco. E' noto che i costruttori stiano facendo, non i salti mortali, ma i doppi carpiati per risparmiare anche un solo grammo di Co per rientrare nei parametri, quindi potrebbero avere aspettato le condizioni climatiche più favorevoli per superare la prova su strada. A 30° si dovrebbe risparmiare anche il 10% rispetto agli 0°, che è tantissimo per chi è alla ricerca anche di un'inezia.
Ammetto che il ragionamento è altamente teorico, però ci sta tutto. Cosa ne pensate?
Saluti, Paolo.